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Provo a contare le stelle (senza possederle)

Faccio il lavoro più bello del mondo, almeno per me. Parto da questo presupposto. Lo faccio in un tempo diverso rispetto a quello in cui sono stato uno studente. Un mondo in cui le informazioni corrono veloci sulla rete, le relazioni si ramificano fino a perdersi e dove a volte ci si confonde come sbagliando la via che stavi cercando tra le strade della tua città. Un mondo popolato da tutti, giovani in primis. Da qualche settimana ho cominciato a rileggere uno dei racconti più belli, intensi, geniali che ho avuto la fortuna di apprezzare (la "materia" è immensa e in tal senso mi reputo sempre uno studente): Il piccolo principe. Lo sto rileggendo con i miei ragazzi e sto imparando tanto anch'io. Sto pian piano rivalutando persino esperienze che prima ritenevo negative. Forse perché in passato le guardavo con gli occhi e non col cuore. Sede dell'anima per gli antichi egizi (la "pesatura del cuore" del dio Anubi di scolastica memoria), il c...

Incipit Vita Nova: lettera aperta ai miei studenti di Terza

Cari ragazzi, è arrivato il momento di salutarci, ma non è un addio, solo un arrivederci. Tutto ha un inizio ed una fine. Si chiude un ciclo e se ne apre un altro. Nonostante ciò c'è una cosa che non finirà al suono dell'ultima campana: il nostro rapporto. Io sarò per sempre il vostro prof. e voi i miei ragazzi. E queste parole le ho volute mettere per iscritto affinché possiate rileggerle quando e se vi ricorderete di me. Verba volant, scripta manent! Sono diventato insegnante perché ho lungamente inseguito il mio " sogno " e son o passati ben sei anni dalla mia prima volta in una classe. Ogni anno ho incontrato oltre 400 ragazzi e tra i nuovi c’è  sempre  stato qualcuno (anche tra voi) che mi ha chiesto: “Prof., ma perché ha scelto di insegnare religione?”. La mia risposta è stata sempre la stessa: mi piace incontrare i giovani, lavorare insieme e offrire loro l’opportunità di conoscere il significato profondo dell’esperienza religiosa, della vita, del ...

L'amore (perduto) in uno sguardo...

Una mia studentessa mi chiede: "Prof. perché in adolescenza si soffre tantissimo per un amore perduto?" Risposta: "Si soffre tantissimo per un amore perduto e credimi a tutte le età. I motivi possono essere tanti, ma uno su tutti é quello più importante: la mancanza dello sguardo della persona amata. Lo sguardo che prima portava la luce nella tua vita. Tutti abbiamo bisogno di uno sguardo. Quello sguardo che ci rimette in sesto tutte le volte in cui l'amato ci fissa e in silenzio (non servono parole) ci dice: tu sei bello, tu vai bene così, tu sei un essere unico ed irripetibile. Lo stesso sguardo di Gesù verso il giovane ricco che 'guardatolo (nel profondo della sua anima) lo amò'. Fortunatamente però ci sarà sempre chi quello sguardo vorrà donartelo perché nel tuo ci vedrà dentro l'infinito. La vita mette tutto a posto, sempre." Una risposta poetica e concreta allo stesso tempo. L'unica possibile e comprensibile quando stai...

Sconfitte educative...

Vedo e sento di miei ex studenti che si accontentano di vivere le vite degli altri, di non aspirare a sogni grandi e duraturi, ma accontentarsi di vivere attimi di felicità momentanei ed effimeri. A scadenza. Come se il domani non ci fosse, come se la vita fosse una continua gara a chi butta via per primo la propria esistenza. Ci provo a trovare delle motivazioni, ma non lo capisco. O forse non voglio capire che per loro lasciarsi anestetizzare di fronte alle insidie della vita é più comodo. La strada più semplice. Sono queste le vere sconfitte educative.

COMPITI PER LE VACANZE

1. Al mattino, qualche volta, andate a camminare sulla riva del mare in totale solitudine: guardate come vi si riflette il sole e, pensando alle cose che più amate nella vita, sentitevi felici. 2, Cercate di usare tutti i nuovi termini imparati insieme quest'anno: più cose potete dire, più cose potete pensare; e più cose potete pensare, più siete liberi 3. Leggete, quanto più potete. Ma non perché dovete. Leggete perché l'estate vi ispira avventure e sogni, e leggendo vi sentite simili a rondini in volo. Leggete perché è la migliore forma di rivolta che avete (per consigli di lettura, chiedere a me). 4. Evitate tutte le cose, le situazioni e le persone che vi rendono negativi o vuoti: cercate situazioni stimolanti e la compagnia di amici che vi arricchiscono, vi comprendono e vi apprezzano per quello che siete.  5. Se vi sentite tristi o spaventati, non vi preoccupate: l'estate, come tutte le cose meravigliose, mette in subbuglio l'anima. Provate a scrivere un di...

A cena con un libro

Leggere aiuta a crescere , arricchisce, appassiona, alimenta la fantasia e la creatività. Leggere aiuta l'essere umano a scoprire che la propria ricchezza sta nella libertà insita nel suo cuore e  perché ha il potere di farlo entrare nella narrazione e riscriverla a proprio piacimento, liberamente. In un tempo in cui si assiste, purtroppo, alla crescente perdita di valore del libro e alla disaffezione diffusa alla lettura ( "Nel 2014, oltre 23 milioni 750 mila persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è scesa dal 43% al 41,4%." Fonte: istat.it)   la scuola rappresenta il luogo privilegiato e speciale per promuovere percorsi e strategie che aiutino gli studenti e le famiglie a riscoprire la  curiosità e amore per il libro; nonché  a far emergere il bisogno e il piacere della lettura.  ...

Io ho visto. Ruanda, 1994

All'inizio solo un collega di università tra i tanti e poi (quasi subito) amico fraterno. Questo é per me Jean Paul. Una delle persone più sorridenti che abbia mai conosciuto dietro il quale si nasconde una storia di dolore. Una vicenda, il genocidio del Ruanda, che per noi europei, abituati alla pace, sembra lontana anni luce. Come sempre, però, la vita aggiusta tutto e oggi può raccontarci da sopravvissuto cosa avvenne nel 1994 in Ruanda. Alessandro D'Avenia, in "Ciò che inferno non è", afferma che "l’inferno è pura sottrazione, è togliere tutta la vita e tutto l’amore da dentro le cose" e in Ruanda l'amore é stato totalmente rimosso dal cuore delle persone. Caino che uccide Abele, fratelli che uccidono altri fratelli perché a quell'amore rimosso hanno sono sostituito l'orgoglio, la sete di potere, l'egoismo, il male. Alla dolcezza e alla freschezza del paradiso hanno preferito l'asprezza e l'afa asfissiante dell'inferno.  Amico...