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LA PAROLA CHE RENDE LIBERI

Da dove nasce il mio impegno antimafia? Partiamo da un presupposto: sono innamorato di una terra bellissima, delle sue tradizioni e della sua storia. La stessa che mi ha cresciuto e, mio malgrado, non mi ha visto diventare uomo. La mia coscienza antimafia, se proprio così vogliamo chiamarla, ha radici profonde. Per prima cosa vengo da una famiglia che mi ha trasmesso la cultura del lavoro e dell’onestà. Mio padre è stato ed è il mio esempio più grande. Credo però che il rifiuto verso l’arroganza, la violenza e l’omertà nasca da un episodio risalente al tempo in cui frequentavo la prima media. Penso che sia stata quell’esperienza a far partire la scintilla che ha acceso in me la necessità di non omologarmi a quel modo di pensare e agire. Un giorno come tanti chiedo al mio professore di matematica di andare in bagno e il mio compagno di banco mi chiede di riempirgli la bottiglietta con dell’acqua. Esco dalla classe e percorro il corridoio. Nelle altre classi si sentiva...

L'arte di essere insegnanti

Tanti anni fa, all'inizio della mia avventura nel mondo della scuola una collega, ormai prossima alla pensione, mi mise in mano un libro: Bianca come il latte, rossa come il sangue. Mi consigliò di leggerlo attentamente e di imparare a guardare gli studenti con gli occhi del Sognatore. L'ho letto e riletto tantissime volte e qualcosa, forse, ho imparato. Con il passare degli anni ho scoperto sempre più che il senso di tutto non sta nella materia che insegni, ma da come lo fai, dalla passione che ci metti, dalla necessità di metterti continunamente in gioco. Ieri sera all'incontro con l'autore, durante la nostra breve, ma intensa chiacchierata (si perché ieri ha dedicato un momento a ciascun lettore) Alessandro D'Avenia mi ha chiesto: "cosa insegni?" ed io ho risposto: "ad immortalare la bellezza." Non ho detto Religione. E non avrei detto nemmeno italiano, storia, geografia, francese, scienze per una semplice ragione: insegnare é insegnare ad imm...

La magia del talento nascosto

Un grande e potentissimo mago dovendo partire per un viaggio, chiamò i suoi aiutanti e consegnò loro i suoi libri di magia. A uno diede cinque libri, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque libri andò a studiare in vista del ritorno del maestro. Così anche quello che ne aveva ricevuti due. Colui invece che aveva ricevuto un solo libro, andò in camera sua e ripose il libro nella libreria nascondendolo per paura che glielo rubassero. Dopo molto tempo il grande mago tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque libri e chiese di potergli far vedere quanto aveva imparato, dicendo: "Signore, mi hai consegnato cinque libri; ecco, mi sono impegnato tantissimo e questo è il risultato". "Bene, aiutante buono e fedele - gli disse il maestro -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo maestro, da oggi sarai il mio primo assiste...