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LA PAROLA CHE RENDE LIBERI

Da dove nasce il mio impegno antimafia? Partiamo da un presupposto: sono innamorato di una terra bellissima, delle sue tradizioni e della sua storia. La stessa che mi ha cresciuto e, mio malgrado, non mi ha visto diventare uomo. La mia coscienza antimafia, se proprio così vogliamo chiamarla, ha radici profonde. Per prima cosa vengo da una famiglia che mi ha trasmesso la cultura del lavoro e dell’onestà. Mio padre è stato ed è il mio esempio più grande. Credo però che il rifiuto verso l’arroganza, la violenza e l’omertà nasca da un episodio risalente al tempo in cui frequentavo la prima media. Penso che sia stata quell’esperienza a far partire la scintilla che ha acceso in me la necessità di non omologarmi a quel modo di pensare e agire. Un giorno come tanti chiedo al mio professore di matematica di andare in bagno e il mio compagno di banco mi chiede di riempirgli la bottiglietta con dell’acqua. Esco dalla classe e percorro il corridoio. Nelle altre classi si sentiva...

Una poesia per Natale

É Natale E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi una mano. E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro. E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società. E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale. E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri. Madre Teresa di Calcutta

Tre parole: lacrime, silenzio e preghiera

Poche parole ma giuste: lacrime, silenzio e preghiera! É l'unica cosa che possiamo fare in questo momento per le anime di questi giusti che sognando un futuro migliore hanno trovato la morte ad aspettarli. Ognuno nel modo che crede più opportuno! Vergogna! Dice Papa Francesco e ha ragione. Adesso tg, giornali e talkshow ci bombarderanno di servizi, inchieste e milioni di parole. Ma la situazione é la stessa del 2004 ad oggi: 6.500 morti sulle nostre coste, secondo l'agenzia Migrantes, di cui 4.350 dispersi in mare. Quando ho avuto la fortuna di lavorare al Centro di Accoglienza, li ho visti i loro occhi, ho sentito i loro pianti, ho ascoltato i loro racconti, ho curato le loro ferite del corpo e ho ricevuto in cambio i loro sorrisi carichi di riconoscenza!! L'esperienza più importante di tutta la mia vita e che ho la fortuna di raccontare ai miei ragazzi!! Domani nel giorno della festa di San Francesco d'Assisi, modello di pace e apertura verso il prossimo per molt...