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A scuola di diritti...umani

Oggi a scuola con i miei ragazzi abbiamo incontrato i volontari di Emergency , organizzazione umanitaria indipendente e neutrale, fondata nel 1994 per portare cure gratuite alle vittime della guerra e della povertà e promuovere il rispetto dei diritti umani . Insieme a loro si é intrapreso un percorso di sensibilizzazione sui principali diritti che ogni persona possiede e che in molti paesi, vengono disattesi. Anzi spesso sono utopia. Una realtà, quella dei diritti umani, che trova il suo fondamento nella Dichiarazione universale dei diritti umani (1948), la quale sancisce già a partire dall' articolo 1 che: " Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti . Essi sono dotati di ragione, di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza". Con la loro testimonianza, i volontari di Emergency, hanno mostrato ai miei ragazzi come il loro operato in zone di guerra e non, sia fondamentale al fine di dare accesso ...

Ri-educare alla bellezza

Sono passati 36 anni dall'omicidio che costò la vita a Peppino Impastato, giovane attivista di Cinisi (PA) che mai si piegò in quegli anni allo strapotere della mafia in Sicilia. Una sottomissione che intere generazioni hanno subito inermi senza la forza o meglio la voglia, di mettersi contro questo potere oscuro del quale addirittura si é negata per molto tempo l'esistenza. Ma Peppino no! Egli, infatti, pur provenendo da una famiglia mafiosa e soprattutto in un periodo storico nel quale parlare di mafia era considerato da pazzi (nenti vitti, nenti sintii e nenti sacciu), decise di dedicare la propria vita affinché si rompesse quella cortina di indifferenza, omertà e prostrazione (al limite del mitologico) che opprimeva (opprime???) la mia bella Sicilia. Bella, appunto. La mia Sicilia possiede una bellezza figlia di secoli di storia. Greci, Arabi, Normanni, Spagnoli e molti altri popoli del bacino del mediterraneo; hanno sempre avuto una ammirazione per quest...

Indagine su un falegname

(..)   L'albero è forza verticale di natura, spinta dal suolo a sollevarsi in alto. Somiglia alla postura della specie umana. Perciò il cieco sanato da Gesù a Betsaida descrive gli uomini, visti per la prima volta, come alberi che camminano. E' la più bella impressione fisica del corpo umano ed è giusto che provenga da un cieco, perché i ciechi sono visionari. Per capire i falegnami bisogna risalire ai boschi. Chi si è inoltrato in un'assemblea di alberi, è stato accolto alla loro ombra, si è steso sulle radici ha potuto ascoltarne il coro. «Allora canteranno di esultanza tutti gli alberi del bosco davanti a Iod/Dio che viene» . Il verbo ebraico rinnèn del Salmo 96 (verso 12) è un canto di tripudio e gioia espresso dagli uomini. Qui è attribuito agli alberi, con la stessa forza di esultanza di creature di fronte al creatore. Noi moderni siamo abituati all'indifferenza per la materia prima e al culto per il prodotto finito. Siamo abituati a pagare poco la fonte e cara...

Se non ricevi un miracolo… diventalo!

Il cortometraggio The Butterfly Circus (Il circo della farfalla), che stiamo vedendo nelle classi III dopo le lezioni di Clown Terapy, porta con se importanti riflessioni sul vero senso della Vita. La storia ruota intorno a Will, l’uomo senza nessun arto, interpretato da Nick Vujicic, che tale è non solo nel film ma anche nella vita reale. Egli infatti, affetto dalla rarissima tetramelia, è privo di tutti e quattro gli arti, m a questo più che un limite, é diventata una risorsa. La storia del film mostra ciò che avviene nella maggior parte delle persone:  la tendenza a giudicare gli altri dalle apparenze, e a guardare noi stessi concentrandosi su cosa non va, su ciò che ci manca . Questo atteggiamento verso noi stessi ci mette nella condizione di non ritenerci degni di vivere piena felicità. Nel Cortometraggio, Il signor Méndez è il proprietario di un circo che per caso si ferma in un luna park e visita il “ Padiglione delle mostruosità umane ”, dove c’è anche Will, che se ne st...

L'IMPORTANTE É ADESSO!

"Quando si vive fino in fondo si ha paura di un sacco di cose, ma si ha anche un sacco di coraggio, come quello di saltare su un aereo, con in mano solo un biglietto per cambiare tutto".

Il figlio prodigo oggi

Mentre Gesù si trovava nella città di Gerico, come suo solito raccontò una parabola. Visto che molti dei suoi discepoli erano dovuti restare nei loro paesini, chiamò Pietro e gli disse:<< Per favore, prendi l’I-Pad cerca una rete wireless disponibile e collegati. Avvia Skype così che anche gli altri che non sono presenti possano sentire questa parabola>>. Dopo aver preparato tutto, Pietro disse a Gesù:<< Rabbì, siamo in rete!>>. Un ricco uomo d’affari aveva due figli. Il più grande si chiamava Stefano e lavorava assiduamente nella fabbrica di famiglia che il nonno, con duri sacrifici, aveva fondato anni prima e passato ai suoi eredi. Il più giovane, Riccardo, era un fannullone non studiava ed era stato bocciato diverse volte persino alla scuola elementare. Passava le sue giornate davanti al computer e un giorno scoprì un nuovo passatempo: il poker online. In poche settimane aveva perso una fortuna tanto da far perdere la pazienza al povero padre. Abbagliato...

Bar e Bat Mizvà

Il giovane ebreo che raggiunge l’età di 13 anni in data ebraica, assume la  responsabilità dell’osservanza delle  mizvot  e si chiama appunto per questo  Bar  Mizvà  (letteralmente figlio del precetto, cioè obbligato all'esecuzione dei precetti). Alla cerimonia del  Bar Mizvà  saranno ammessi soltanto coloro che, dopo aver sostenuto un esame alla presenza del  Rabbino Capo  o di un altro  Rabbino  da lui delegato, avranno dimostrato di essere  seriamente  preparati sul programma richiesto. Indipendentemente da questo, l’obbligo di mettere in pratica le  mizvot  diviene fattuale con il compimento del  tredicesimo anno. L’ Ufficio Rabbinico , che dovrà essere contattato con ampio preavviso, è a disposizione per dare le indicazioni per la preparazione agli esami e alla cerimonia. La cerimonia del  Bar Mizvà ,  se  rimandata per motivi gravi, non può essere celebrata di ...