
Capisco che un tifoso, non importa di quale fede calcistico, possa essere nervoso, emozionato, preoccupato per le sorti della propria squadra ma, non posso accettare che vengano superati i limiti della civiltà. Non posso accettare che ci si possa accanire contro dei bambini li presenti per assistere alla prima partita della propria vita e che torneranno a casa raccontando ai genitori che questa prima esperienza allo stadio sia stata macchiata da questo triste episodio. Con questo non si vuole dire che tutti i tifosi abbiano lo stesso modo di andare allo stadio e concepire una partita di calcio. Anzi, ci sono moltissimi tifosi, la stragrande maggioranza, che vanno allo stadio solo per partecipare ad una partita di calcio e ad incitare la propria squadra. Ma si vuole condannare quella parte di tifosi che vanno allo stadio solo per offendere la squadra avversaria e i suoi supporter.
Io credo che l’utopia di voler togliere la maleducazione dagli stadi resta lettera morta se non si interviene con azioni strutturali che garantiscano alle famiglie di poter andare allo stadio. Perché in altre parti d’Europa non è così? Perché ci si limita a delle misure restrittive quasi mai applicate? Come si spiega che per alcuni minuti della partita sembrava di essere avvolti dalla nebbia, provocata da alcuni “petardi”? Ne avrei tante altre domande, ma mi fermo qui.
Queste, sono domande a cui ancora non trovo risposta. Se per caso la troverò, ve lo farò sapere!
Prof.RH 2012
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