L'ulivo è importante per le religioni nate nei territori bagnati dal Mar Mediterraneo. Queste religioni sono: Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo
E' sicuro che la coltivazione dell'ulivo risale a circa 6000 anni fa, ne troviamo notizia su molti libri antichissimi comela Bibbia. Per alcuni popoli antichi l'ulivo era simbolo di ricchezza, di vittoria nelle guerre, di prosperità, rinascita..., quando poi nacquero le religioni suddette, l'ulivo divenne simbolo di pace e dell'amore di Dio.
E' sicuro che la coltivazione dell'ulivo risale a circa 6000 anni fa, ne troviamo notizia su molti libri antichissimi come
Antico Testamento
Nel libro della Genesi troviamo la storia del Diluvio Universale e dell'opera di salvezza di Dio con l'aiuto di Noè e della sua Arca.
La seconda colomba mandata fuori dall' arca da Noè tornò con un rametto di ulivo come segno della fine del diluvio e della pace ristabilita tra Dio e l'Umanità ( Genesi 6,5 - 22- 7,1-24-8,1-22). (Genesi 8,21; 9,11).
Anche i profeti parlano dell'ulivo e lo descrivono come un dono generoso dell'amore di Dio ( Amos, Gioele e Michea). Addirittura il poeta Osea dice che la grandezza di Dio è paragonabile alla bellezza dell'ulivo (Osea 14,7).
-Nella tradizione ebraica si racconta che Adamo sentendosi vicino alla morte, chiese al signore " l'olio della misericordia promessa" e mandò suo figlio Seth a cercarlo, nel Paradiso Terrestre. Qui Seth trovò un Angelo che gli diede tre semi e disse di portarli tra le labbra di Adamo non appena fosse morto. Dai semi sepolti con Adamo sul monte Tabor, nacquero tre piante: un cipresso, un cedro e un ulivo.
Si racconta che la croce di Gesù era fatta di legno di queste tre piante: questo si vuole dire che dalla disubbidienza di Adamo nacque il male e il peccato, nel mondo e nel cuore dell'uomo; Gesù, versando il suo sangue con la morte in croce, prende su di sè tutti i peccati del mondo e ristabilisce quel patto di amicizia tra Dio e l'umanità che era stato spezzato a causa del male.
La seconda colomba mandata fuori dall' arca da Noè tornò con un rametto di ulivo come segno della fine del diluvio e della pace ristabilita tra Dio e l'Umanità ( Genesi 6,5 - 22- 7,1-24-8,1-22). (Genesi 8,21; 9,11).
Anche i profeti parlano dell'ulivo e lo descrivono come un dono generoso dell'amore di Dio ( Amos, Gioele e Michea). Addirittura il poeta Osea dice che la grandezza di Dio è paragonabile alla bellezza dell'ulivo (Osea 14,7).
-Nella tradizione ebraica si racconta che Adamo sentendosi vicino alla morte, chiese al signore " l'olio della misericordia promessa" e mandò suo figlio Seth a cercarlo, nel Paradiso Terrestre. Qui Seth trovò un Angelo che gli diede tre semi e disse di portarli tra le labbra di Adamo non appena fosse morto. Dai semi sepolti con Adamo sul monte Tabor, nacquero tre piante: un cipresso, un cedro e un ulivo.
Si racconta che la croce di Gesù era fatta di legno di queste tre piante: questo si vuole dire che dalla disubbidienza di Adamo nacque il male e il peccato, nel mondo e nel cuore dell'uomo; Gesù, versando il suo sangue con la morte in croce, prende su di sè tutti i peccati del mondo e ristabilisce quel patto di amicizia tra Dio e l'umanità che era stato spezzato a causa del male.
Nuovo Testamento
La frase che si incontra spesso, leggendo il Vangelo di Matteo, di Marco, di luca e di Giovanni, è questa: Gesù andò a pregare sul Monte degli Ulivi o Orto degli Ulivi, a Gerusalemme, spesse volte ma soprattutto, prima di essere crocifisso.
Questo luogo ancora oggi esiste, proprio di fronte a Gerusalemme, naturalmente è un pò cambiato rispetto a quando ci andava a pregare Gesù, adesso c'è pure una chiesa.
Sempre in tutti i 4 Vangeli troviamo il racconto dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme: Gesù e gli Apostoli arrivarono a Gerusalemme. Prima di entrare in città. Gesù disse a due discepoli: " Andate nel villaggio, troverete un asinello legato, predetelo e portatelo qui. E se qualcuno vi chiederà che cosa state facendo, risponderete che il Signore ne ha bisogno, ma poi lo rimanderà subito indietro" I discepoli andarono a prendere l'asinello e lo portarono a Gesù, poi misero i loro mantelli sulla groppa dell'asino e Gesù vi salì sopra.
Quando Gesù entrò nella città di Gerusalemme la gente lo accolse festosa, tutti agitavano foglie di palma e rametti di ulivo per salutarlo, stendevano i loro mantelli sul terreno e gridavano: " Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei Cieli!" ( Matteo 21,1 - 11; Marco 11,1 - 10; Luca 19,28 - 40; Giovanni 12,12 - 17).
Questo racconto del Vangelo è rivissuto ancora adesso nel giorno della Domenica delle Palme, giorno di pace, in cui si benedicono i rametti di ulivo e si scambiano, come un segno di pace e di riconciliazione, e poi il rametto benedetto viene collocato a capo del letto o vicino al crocifisso.
Questo luogo ancora oggi esiste, proprio di fronte a Gerusalemme, naturalmente è un pò cambiato rispetto a quando ci andava a pregare Gesù, adesso c'è pure una chiesa.
Sempre in tutti i 4 Vangeli troviamo il racconto dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme: Gesù e gli Apostoli arrivarono a Gerusalemme. Prima di entrare in città. Gesù disse a due discepoli: " Andate nel villaggio, troverete un asinello legato, predetelo e portatelo qui. E se qualcuno vi chiederà che cosa state facendo, risponderete che il Signore ne ha bisogno, ma poi lo rimanderà subito indietro" I discepoli andarono a prendere l'asinello e lo portarono a Gesù, poi misero i loro mantelli sulla groppa dell'asino e Gesù vi salì sopra.
Quando Gesù entrò nella città di Gerusalemme la gente lo accolse festosa, tutti agitavano foglie di palma e rametti di ulivo per salutarlo, stendevano i loro mantelli sul terreno e gridavano: " Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei Cieli!" ( Matteo 21,1 - 11; Marco 11,1 - 10; Luca 19,28 - 40; Giovanni 12,12 - 17).
Questo racconto del Vangelo è rivissuto ancora adesso nel giorno della Domenica delle Palme, giorno di pace, in cui si benedicono i rametti di ulivo e si scambiano, come un segno di pace e di riconciliazione, e poi il rametto benedetto viene collocato a capo del letto o vicino al crocifisso.
L'olio di oliva ha un ruolo importante nella Bibbia: infatti, è sempre stato identificato con " lo Spirito di Dio" e per questo motivo nasce l'unzione regale e sacerdotale.
Antico testamento
Nel libro dei Re, del Levitico, ma anche in quelli dei Profeti, troviamo notizie dell'unzione regale, profetica e sacerdotale.L'unzione viene utilizzata per l'incoronazione di re e imperatori per sottolineare la natura divina del loro incarico, cioè dio stesso affida questo incarico. Ma anche per i Profeti e i sacerdoti.
La parola UNTO nella Bibbia è riferita ad un uomo che deve svolgere un servizio divino e l'olio dell'unzione è un atto simbolico di consacrazione per quel determinato servizio.
L'olio dell'unzione era composta da vari profumi, simbolo della diversa capacità o talento che Dio accorda ad ogni consacrato.
Il termine ebraico che indica la consacrazione con l'olio è mshch,da cui deriva la parola mashiach, Messia, che significa "Unto, consacrato".
La parola UNTO nella Bibbia è riferita ad un uomo che deve svolgere un servizio divino e l'olio dell'unzione è un atto simbolico di consacrazione per quel determinato servizio.
L'olio dell'unzione era composta da vari profumi, simbolo della diversa capacità o talento che Dio accorda ad ogni consacrato.
Il termine ebraico che indica la consacrazione con l'olio è mshch,da cui deriva la parola mashiach, Messia, che significa "Unto, consacrato".
Nuovo Testamento

Gesù Cristo, dunque. è l'UNTO di Dio, cioè il Messia, il Figlio di Dio, Colui che viene mandato direttamente da Dio Padre per ristabilire quel patto di amicizia con Lui, per sempre e per tutta l'umanità.
In molte parabole raccontate da Gesù, che troviamo scritte nei Vangeli, incontriamo la presenza dell'olio di oliva. Infatti, al tempo in cui visse Gesù l'olio veniva utilizzato non solo nell'alimentazione, ma anche come medicina per le ferite, come unguento profumato per la cura del corpo e per alimentare le lampade per l'illuminazione.
Nella parabola del Buon Samaritano, lo sfortunato viaggiatore viene medicato con olio e vino ( Luca 10,34).
In un' altra parabola Gesù parla del Regno dei cieli paragonandolo a dieci vergini con le lampade ad olio, in una festa di nozze: cinque di esse erano sagge, perchè avevano le lampade e l'olio per accenderle; le altre cinque erano stolte, perchè avevano le lampade ma non avevano l'olio. Quando stava per arrivare lo sposo le dieci vergini prepararono le loro lampade, ma quelle stolte, non avendo l'olio, uscirono a comprarlo. Così, quando lo sposò arrivò, alla festa di nozze furono ammese solo le cinque vergini sagge che avevano pronte le lampade, e le cinque stolte furono escluse dalla festa. ( Matteo 25,1 - 13).
L'olio nel rito cattolico
L'olio di oliva è un protagonista eccellente nelle funzioni religiose cattoliche importanti. Per essere precisi, è sempre presente nella celebrazione di alcuni Sacramenti, come: il Battesimo, la Cresima , l'Unzione degli Infermi e l'Ordine Sacro.
- Battesimo: Per la celebrazione di questo Sacramento viene usato l'Olio dei Catecumeni, si unge la fronte del bambino con un segno di croce. E' il segno visibile dell'appartenenza a Cristo.
- Cresima: Per la celebrazione di questo Sacramento viene utilizzato il Sacro Crisma, una miscela di Olio Santo e Balsamo
( Olio di Oliva per la conferma della fede di Cristo; Balsamo come segno del dolce profumo della vita cristiana). Con il Sacro Crisma si unge la fronte del cresimando con un segno di croce, sigillo del cristiano.
- Battesimo: Per la celebrazione di questo Sacramento viene usato l'Olio dei Catecumeni, si unge la fronte del bambino con un segno di croce. E' il segno visibile dell'appartenenza a Cristo.
- Cresima: Per la celebrazione di questo Sacramento viene utilizzato il Sacro Crisma, una miscela di Olio Santo e Balsamo
( Olio di Oliva per la conferma della fede di Cristo; Balsamo come segno del dolce profumo della vita cristiana). Con il Sacro Crisma si unge la fronte del cresimando con un segno di croce, sigillo del cristiano.

- Unzione degli Infermi: Per la celebrazione di questo Sacramento si utilizza l'Olio degli Infermi. L'olio è segno di grazia e di forza, porta sollievo spirituale alle persone e, talvolta, anche giovamento fisico. con l'olio si ungono la fronte e le mani dell'infermo con il segno di croce.
- Ordine Sacro: Per la celebrazione di questo Sacramento si utilizza l' Olio dei Catecumeni. Il vescovo unge le mani del futuro sacerdote, mani che serviranno per consacrare. Per la consacrazione dei vescovi viene utilizzato il Sacro Crisma.
Tutti questi oli vengono benedetti durante
Lavoro svolto con la classe V C (I.C.S. "Mediglia" plesso di Bettolino) e coordinato dall'Insegnante di Religione Cattolica Emilia Ventre
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