Miei carissimi studenti,
questa sera voglio proporvi una lettura, circa la storia che ha portato alla formazione dei libri del Nuovo Testamento. Ovviamente questo è solo uno spunto che verrà ampliato e analizzato bene in classe!!! Mi raccomando segnatevi tutte le cose che non capite così da chiarirle durante la nostra ora di religione!!!
Buona serata e buon inizio di settimana!
Il vostro prof.
Dopo la morte e la resurrezione di Gesù, cominciano a circolare tra i suoi seguaci alcuni resoconti sui principali detti e fatti che il Cristo compì negli ultimi anni della sua breve vita. Le due comunità principali di Gerusalemme e di Antiochia, probabilmente custodivano ciò che gli Apostoli raccontavano su Gesù, durante la loro opera di predicazione.
In questo periodo vi è un grande fermento: le comunità cristiane grazie ai viaggi missionari di Paolo si moltiplicano, l’attesa messianica di una nuova venuta del Salvatore è sempre più viva, le conversioni ed i nuovi battesimi sono sempre più numerosi. Nasce così l’esigenza di raccogliere una volta ordinato, tutto quel materiale su Gesù, considerato credibile dai discepoli stessi, che circolava tra le comunità dell’epoca. Gli autori saranno gli apostoli Matteo e Giovanni, Marco della comunità di Pietro e Luca amico fedele di Paolo, che cominciò nel frattempo a scrivere lettere, alle comunità da lui fondate.
I vangeli e gli Atti degli Apostoli
Il vangelo di Matteo è costituito da 28 capitoli, scritto tra l’80 e il 90, periodo in cui il giudaismo si era definitivamente separato dalla novità dell’annuncio cristiano. Quello dell’ex esattore Matteo è il vangelo più ricco di parole e di discorsi di Gesù, che viene presentato come il Messia tanto atteso dagli israeliti. Pur seguendo in grandi linee alcuni tratti del vangelo di Marco, si possono scorgere sette grandi capitoli tematici suddivisi da ulteriori sezioni: l’infanzia di Gesù (cc. 1-2); l’annuncio del Regno (cc. 3-7); la chiamata dei discepoli (cc. 8-10); i misteri del Regno (cc. 11-13); l’organizzazione del Regno (cc. 14-18) ; la prospettiva escatologica (cc. 19-25); la prospettiva pasquale (cc. 26-28).
Il vangelo di Luca è destinato al mondo pagano, scritto probabilmente ad Antiochia verso l’85 d.C. Anche se suddiviso in 24 capitoli, presenta il maggior numero di versetti. Questo vangelo come quello di Marco, parte dall’attività pubblica di Gesù in Galilea, racconta il viaggio verso Gerusalemme, e conclude la vita del Cristo con la passione, la morte e la resurrezione.
Il vangelo di Giovanni è il più originale tra i vangeli, pensato per diffondere la figura teologica di Gesù, comincia il suo scritto proprio con l’annuncio dell’incarnazione del “Verbum dei”. Il vangelo fu scritto con molta probabilità ad Efeso attorno al 90 ed è composto da 24 capitoli. La sua struttura non è simile a quella dei vangeli precedenti, infatti il vangelo di Giovanni non è considerato un vangelo sinottico.
Gli Atti degli Apostoli scritti dallo stesso Luca riportano in parte alcuni appunti del suo diario di viaggio con Paolo attorno agli anni 60. I passaggi chiave sono: l’attesa dello Spirito; la predicazione in Gerusalemme; la missione tra i Gentili e la diffusione nell’impero.
Una cosa a questo punto è certa....
Soltanto Matteo e Giovanni conobbero Cristo in prima persona ed ebbero modo di condividere alcuni momenti con lui. Luca era invece un medico che seguì Paolo di Tarso in alcuni viaggi di evangelizzazione ed ebbe probabilmente modo di incontrare alcuni apostoli. Marco che fu il primo a scrivere il vangelo, venne influenzato dalla predicazione di Pietro a Roma.
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