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Un giorno in redazione: la scuola incontra il giornale

“ Il giornalista onesto sa che l’informazione che offre al pubblico non è la verità assoluta; non è o non può essere tutta la verità. È consapevole di conoscere soltanto una verità parziale, un po’ di verità, una certa verità, valida per certe persone e non per altre ”. Piero Ottone , ex redattore capo del Corriere della Sera Via Solferino, 28. Entriamo con un misto di emozione e soggezione. L'imponenza del luogo e la sua importanza ci hanno affascinato sin dai primi gradini d'ingresso. Ci accolgono le guide che subito ci proiettano nel mondo CorSera. Curiosità é la parola d'ordine di oggi. Vedere con i nostri occhi ciò che si è studiato in classe é un privilegio che resterà per sempre nella nostra mente. Si spengono le luci, parte un video. Compare il Direttore del giornale che mostra la laboriosità, l’impegno della Redazione, il lavoro di squadra di cronisti, tipografi, redattori… Tutto ciò ci trasmette anche la corsa contro il tempo per portare alla gente la notizia “fr...

La situazione sociale della donna al tempo di Gesù

La società ebraica aveva una struttura patriarcale: l’uomo era signore e padrone della casa. Sotto l’aspetto giuridico la donna aveva molteplici svantaggi. Come in genere nell'Oriente antico, essa non poteva: A) partecipare alla vita pubblica; B) avere parte attiva al culto C) essere citata come testimone in tribunale. Al Tempio le donne non potevano oltrepassare l'atrio loro riservato. Quando, poi, usciva di casa doveva avere il viso coperto da un'acconciatura che comprendeva: A) due veli sul capo; B) una benda sulla fronte con due fasce sospese fino al mento; C) un filetto con cordoncini e nodi. La donna che usciva di casa con il volto scoperto (cioè senza l'acconciatura) poteva essere ripudiata dal marito senza l'obbligo di versare la somma che, in caso di divorzio, era dovuta alla sposa in virtù del contratto matrimoniale. Come si può vedere da ciò il divorzio, nella Palestina del I sec. d.C., era praticato con molta facilità dagli uomini (e solo da esse); per l...

Cara prof, mi sa tanto che non dovresti essere una prof...

di Enrico Galiano -  pagina facebook Ok, quello che sto per dire potrebbe costarmi qualche bella riga sulla carrozzeria.   Però è tipo una cosa che ho dentro da un po’. E poi, sinceramente, la mia macchina è talmente malmessa che non so se si vedrebbe la differenza.   Bene: uno, due, tre, via.   Il punto è questo:  ci sono in giro molti prof che non dovrebbero fare i prof . Ecco, l’ho detto.   Voi vorreste mai  un pompiere che ha paura del fuoco ,  un chirurgo che sviene col sangue ,  un pilota di aereo che soffre di vertigini? Neanch’io.   Eppure ne ho visti diversi di quei chirurghi, di quei pompieri e di quei piloti.  Solo che facevano gli insegnanti , se capite cosa voglio dire.   (Che poi, la frase giusta sarebbe: “ho visto cose che voi umani”).     Ho visto prof di lettere scrivere  “Io c’è lo” . Ho sentito insegnanti  insultare pesantemente  i propri alunni, apostrofandoli con termini come “handi...

Il Vangelo secondo Dante Alighieri

Nella sua vita Dante non fu molto amato dai suoi concittadini. E nemmeno da un papa che sosteneva la parte politica a lui avversa, i Guelfi Neri, prima segretamente e poi apertamente: proprio quel Bonifacio VIII che contribuisce fortemente alla sua rovina politica e al suo esilio da Firenze. Dante lo condanna all’inferno, fra i simoniaci – coloro che fecero commercio di cose sacre –, prima ancora che fosse morto. Nel poema che nelle sue speranze gli avrebbe aperto le porte di Firenze, con la gloria che gli avrebbe fatto conquistare. Ma le ragioni politiche prevalsero su quelle del valore. Ai giorni nostri la situazione è molto cambiata: l’opera di Dante, in modo speciale la Commedia, è apprezzata nel mondo, anche da illustri pontefici, che la citano in occasioni importanti. Tra i più vicini a noi, Giovanni Paolo II definisce la Commedia un «racconto teologico» col quale Dante ha fatto sì che «il peso dell’umano non distruggesse il divino che è in noi, né la grandezza del divino annulla...

Un anno in un barattolo di maionese e in un caffè

Carissimi, mentre quest'anno, il 2014, volge al termine voglio proporvi una profonda riflessione fatta da un vecchio professore di fisica ai propri studenti. Infatti, quando le cose della vita ci sovrastano - in un anno può capitare moltissime volte - e quando 24 al giorno non ci bastano, bisogna fermarsi un minuto e ricordarsi del barattolo di maionese e del caffè! Questo post non vuole avere la pretesa di farvi una lezione su come vivere la vostra vita, quanto piuttosto darvi la possibilità di fermarvi per un po' e riflettere su come impiegate il vostro tempo. Sarete voi, se lo vorrete, a trarne le vostre conclusioni! Spero solamente che queste parole possano essere il punto di partenza dal quale progettare l'anno che arriva e proiettarvi con fiducia in un tempo, come quello che stiamo vivendo, segnato dalla negatività. Sognare è ancora gratis ed è uno dei pochi strumenti che ancora nessuno è riuscito a sottrarci. Esseri unici ed irripetibili siamo stati creati con...

Natale sei tu. Gli auguri di Papa Francesco

"Il Natale di solito è una festa rumorosa: c i farebbe bene un po’ di silenzio per ascoltare la voce dell’ Amore. Natale sei tu , quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima. L’ albero di natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita. Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita. La campana di natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.  Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà la pazienza l’ allegria e la generosità. Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un me ssaggio di pace di giustizia e di amore. La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all’ incontro con il Signore. Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai. La musica di natale sei tu quando conquisti l’ armonia dentro di te. Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e ...

Per conoscere, per conoscersi!

L'ora di Religione a scuola è: 1) un momento di confronto; 2) uno sguardo oggettivo sul mondo e su se stessi; 3) una riscoperta del patrimonio artistico e letterario del nostro paese; 4) una occasione di dialogo tra culture e religioni; 5) la possibilità, per ogni studente, di scoprire che il tesoro più grande è racchiuso nella propria umanità; 6) formare l'uomo e la donna di domani liberi da ogni condizionamento; 7) far comprendere ad ogni studente l'importanza della convivenza civile; 8) mostrare i benefici che si hanno nel donarsi agli altri gratuitamente, fornendo in questo modo la società di persone capaci di cooperare per il bene comune; 9) aver cura della salvaguardia del creato comprendendo che l'azione di ognuno, positiva o negativa, è fondamentale per la vita del nostro pianeta; 10) comprendere i valori della legalità e del rispetto delle regole attraverso l'esempio di grandi testimoni (Falcone, Borsellino, don Peppe Diana, don Pino Puglisi)....