venerdì 21 marzo 2014

Un labirinto chiamato adolescenza

Il mondo adolescenziale può essere paragonato ad un labirinto e se provo ad immaginarlo mi viene in mente il mito del "filo di Arianna". 
Delle lezioni di epica, ricordo di questa principessa Arianna, figlia di Minosse re di Creta. Nella città governata dal padre vi era un labirinto dove al suo interno viveva un mostro: il Minotauro. Innamoratasi di Teseo, giunto a Creta con i giovani e le fanciulle vittime destinate al Minotauro affinché potesse cibarsene, dà all’eroe un filo per uscire dal labirinto, dopo l’uccisione del mostro. Teseo riesce nell'impresa e i due scappano. Tornando a noi adolescenti però, rispetto a Teseo, ci ritroviamo in questo mondo tanto complicato fatto di vicoli senza uscita e anziché ricevere un filo per uscire illesi da questo labirinto, ci ritrovimo con in mano una matassa da sbrogliare. Allora con questo articolo, rivolto agli adulti che provano a raccontare il nostro mondo (il più delle volte senza riuscirci), voglio dare il mio personale punto di vista.

Capitolo "tecnologia". Essa é parte integrante della nostra vita, anzi per molti essere hi-tec é quasi uno stile di vita che permette di "essere qualcuno". Smartphone, tablet, computer fanno parte della nostra vita quotidiana da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire. E cerchiamo tutti, o quasi, di essere connessi sempre, tanto da indurci alla costante ricerca di una connessione ad internet (mobile o wifii) come fosse una caccia al tesoro. I social network poi sono essenziali se vogliamo essere qualcuno. Facebook, Twitter, Ask e Instagram, solo per citarne alcuni, sono alla base delle nostre 18 ore giornaliere sulle 24 totali e le sei che mancano sono quelle nella quale ci viene impedito di usarli, a scuola per intenderci. Ma questo impedimento viene superato con qualche stratagemma. Infatti alcuni, per compensare la mancanza di like sui propri post in bacheca, si intrufolano nei bagni come agenti segreti compiendo il rito del "selfie" (foto scattata da se stessi). Durante questo momento chi scatta la foto assume pose improbabili, controlla la foto più volte (non si può rischiare di pubblicare una foto scadente) e quindi la modifica con "Retrica" un app per Iphone che trasforma le foto in vere opere d'arte.
Infine arriva il fatidico momento della pubblicazione alla quale segue l'attesa frenetica delle sentenze che i propri "followers" emetteranno.

Capitolo "fumo". A questa età alcuni ragazzi iniziano a fumare le sigarette, penso un po' per divertimento, un po' per sentirsi grandi. E la cosa che mi stupisce é che molti sanno, grazie ai discorsi in famiglia, a scuola e in vari altri posti, il rischio che si corre fumando; soprattutto a questa età, nella quale siamo in continuo mutamento fisico e mentale, perché il fumo oltre ai rischi che comporta per chiunque, in noi adolescenti può causare problemi allo sviluppo ed é da ostacolo ad ogni tipo di sport. Quindi le domande che mi pongo spesso sono: perché scelgono di rovinarsi la vita ad una età, che anche se piena di "muri" da scavalcare, é la porta verso il futuro? Perché precludersi la possibilità di vivere una vita sana e magari di fare sport?. E la cosa strana che capita quando pongo queste domande ai miei coetanei é che non mi sanno rispondere!

Capitolo "canne". Ebbene sì, c'è anche chi avendo provato la sigaretta adesso passa alla "canna" senza sapere le conseguenze negative che comporta fare uso di sostanze stupefacenti. A tal proposito mi vengono in mente le parole che abbiamo letto in classe durante la lettura del libro "Bianca come il latte, rossa come il sangue" nella quale ad un certo punto Leo, il protagonista, afferma: "..un mese fa mi sono fatto una canna. Ma solo una, era per provare. Eravamo in gruppo. Non ce l'ho fatta a fare la figura del cacasotto. E poi era provare!..". É proprio questa la frase che molti miei coetanei usano per giustificare i motivi che li spingono a fare uso di tali sostanze. Per sentirsi grandi, per non essere emarginati, per vivere emozioni diverse, per scordarsi dei problemi della vita...e svegliarsi il giorno dopo più "poveri", ma anche più "tristi" di prima. Vuoti dentro e spenti fuori!

La vita da adolescenti sarà anche un labirinto difficile da affrontare, però penso che sia meglio perdere cento volte la strada verso l'uscita e lottare per ritrovarla ogni volta; che arrendersi ad una facile alternativa: l'illusione di essere già grandi.

Aurora Pupillo
Classe IIIA
I.C.S. Falcone - Borsellino Pantigliate (MI)

2 commenti:

  1. Questa tua consapevolezza è una prima porta verso l'uscita dal labirinto ed un primo passo verso un futuro sano.

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  2. Mi piace quello che scrive e cosa scrive. Evidentemente c'è tutto un mondo dentro di voi, difficile da tirare fuori nelle anguste reti delle materie scolastiche.

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