venerdì 9 ottobre 2015

Un Prof e la sua cattedra

Stupore! Bisogna sempre stupirsi nella vita. I bambini lo fanno. Lo abbiamo fatto tutti da piccoli, solo che ad un certo punto (condizionati anche da molti fattori esterni) abbiamo dimenticato come si fa. La storia, invece, insegna che gli uomini di tutte le epoche, che hanno pensato in grande e che hanno cercato il senso della vita, sono partiti alla ricerca della verità (sul mondo e su se stessi) dalle piccole cose.
Di che stupore stiamo parlando? Stupore davanti alla bellezza in primis. Stupore davanti ad un tramonto. Stupore di fronte ad un anziano che bacia la propria moglie in carrozzina. Stupore di fronte alle piccole grandi cose della vita. E potrei continuare con l'elenco.
Oggi mi è capitato di generare nei miei studenti questa emozione. Perché certe volte bisogna stupire per far comprendere a chi ti sta di fronte l'importanza del concetto che vuoi esprimere. Cosa avrò mai potuto fare per stupirli? Semplice. Ho ripensato ad una scena tratta dal film "L'attimo fuggente" in cui il prof. sale sopra un tavolo e dice: "Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. É proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva. Quando leggete non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate. Dovete combattere per trovare la vostra voce, più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto."
L'ho fatto pure io! Non per copiare la scena del film, ma per spiegare un concetto che volevo comprendessero bene: quando ad una persona viene tolta la possibilità di apprendere, gli viene negata la possibilità di elevare il proprio spirito verso realtà più alte. Violato il diritto sacrosanto di ogni essere umano di apprendere e comprendere. Cancellato il suo bisogno di sognare in grande. La possibilità, insomma, di toccare il cielo con un dito!
Questo avveniva 2000 anni fa nella terra di Gesù nei confronti delle donne. Però a quanto pare la storia non ci ha insegnato niente, se nel mondo il tasso di analfabetismo femminile é ancora altissimo e se una ragazzina, Malala, ha lottato (e continua a farlo) con tutte le sue forze per poter studiare e permettere ad altre ragazzine nella sua stessa condizione di farlo. Ha rischiato di farsi uccidere pur di non abbassare la testa di fronte ad una discriminazione tanto grande. Thoreau dice: "Molti uomini hanno vita di quieta disperazione”. Di conseguenza non dobbiamo rassegnarci a questo. Ribellarci, non affogandoci nella pigrizia mentale. Guardandoci intorno, osando cambiare, cercando nuove strade!
Sarebbe il caso, allora, che ognuno nel suo piccolo cominci a riflettere e a non rassegnarsi di fronte alle brutture che l'uomo stesso crea in questo meraviglioso posto che é la terra. C'è un estremo bisogno, nel mondo, di una rivoluzione culturale che dia a chiunque (maschio o femmina) la possibilità di toccare il cielo con un dito. Ognuno avrà o no diritto alla sua stella?
Prof.RH+Positivo

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