lunedì 9 giugno 2014

L'ultima campanella



Il suono della campanella segna la fine di questa straordinaria avventura e come ogni anno ho dedicato ai miei ragazzi di terza una lettera a conclusione del percorso fatto insieme. Prima di metterla on-line, però, ho voluto leggerla e commentarla con loro in classe e solo adesso la rendo pubblica in questo spazio, il blog, al quale affido le mie riflessioni.




Miei amati studenti,
è giunta l’ora di salutarci e questa volta sono io a scrivervi e a condividere con voi le mie emozioni.. Queste parole le ho volute mettere per iscritto affinché possiate rileggerle quando e se vi ricorderete di me e mi penserete.
Sono entrato nelle vostre vite in punta di piedi, vi ho visti crescere e diventare grandi. Spero soltanto di essere stato all’altezza del compito che mi è stato affidato! Sono diventato insegnante perché ho lungamente inseguito il mio “sogno” ovvero: essere punto di riferimento per chi avrà il compito di costruire un futuro migliore, perché con i grandi la partita può anche essere persa, mentre con voi ci sono buone possibilità che questa sfida possa essere vinta! Forse è solo un sogno di un giovane insegnante che ama e crede nel suo lavoro, ma sono i sogni che colorano il mondo ed io ho cercato di ripetervelo fino alla nausea.
Sin da subito ho dato tutto me stesso e mi sono messo in gioco. Ho cercato di conoscervi uno ad uno senza mai considerarvi un numero, visti i miei complessivi 454 alunni, ma cercando di guardarvi come persone, cercando di capire quello di cui avete bisogno per crescere.
Ed è proprio per questo che ho cercato di dimostrarvi che ne sarebbe valsa la pena stare in classe per un anno intero ad ascoltarmi. Ho provato a farvi capire che tutto questo c’entra con la vita di tutti i giorni, che vi aiuterà a capire meglio il mondo e voi stessi, che insomma ne è valsa la pena stare qua. Ho dedicato e dedico tutt’ora studi, sforzi e sogni per insegnarvi la mia materia, cercando di dimostrarvi giorno dopo giorno che è tutto vero, che sono stato e sarò per voi il mediatore di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che io possiedo e voglio regalarvi. Ho cercato in tutti i modi di aiutarvi a scovare i vostri talenti, le vostre passioni e vostri sogni. Ho cercato di ricordarvi che la vostra vita è una vita irripetibile, fatta per la grandezza. Perché, se solo poteste vedere la bellezza che può nascere dalle ceneri delle sofferenze che esistono nel mondo, se poteste vedere ciò che di meraviglioso c’è in voi;  comprendereste di più la grandezza che la vostra esistenza porta con se già dal primo istante in cui siete venuti al mondo.
Magari, inizialmente, qualcuno non mi ha capito (..e continua a farlo), altri hanno pensato che fossi pazzo e altri ancora non capivano perché fare religione era diventato così diverso; c’era poi chi non faceva religione e che scappava al mio arrivo. Comprensibile per chiunque ma non per me!
Io, con voi, ho cercato di fare questo. Ho cercato di farvi amare la mia materia, di non renderla solo un’ora di svago e perdita di tempo ma, utile per andare al cuore delle tematiche che vi proponevo e se almeno una volta ho fatto nascere in voi un sentimento, un pensiero, una riflessione o qualcosa in generale posso allora dire di essere stato un “vero” maestro. Sicuramente avrò sbagliato qualcosa; d'altronde, come dicevano i latini, “Errare humanum est” (commettere errori è umano) ma “perseverare autem diabolicum” (perseverare è diabolico), perciò farò tesoro dei miei errori per cercare di migliorare le mie lezioni.
Michel de Montaigne, filosofo francese vissuto nel ‘500, diceva che: “il ragazzo non è una bottiglia che bisogna riempire, bensì un fuoco che è necessario accendere”, ed io non ho cercato di riempirvi di nozioni inutili ma, di accendere in voi la scintilla dell’amore per la vita e della scoperta dell’ignoto. Una volta acceso il fuoco sacro dentro di voi ho cercato di farlo ardere. Adesso però tocca a voi mantenerlo acceso. Il mio compito è qui concluso!!
Dal prossimo anno, come scrive Dante, “Incipit vita nova”. Inizia una nuova vita e spero che questo nuovo inizio sarà pieno di felicità e sogni da realizzare. Ho solo un ultimo consiglio per voi: abbiate fiducia in voi stessi, non permettete mai a nessuno di dirvi che non valete niente e di bruciare i vostri sogni perché voi siete esseri unici ed irripetibili. L’universo nei primi istanti di vita era composto solo da due elementi, idrogeno ed elio, gli atomi che compongono le stelle; sono loro che hanno generato tutti gli altri elementi. Voi siete fatti della stessa materia di cui sono fatte le stelle: ecco perché vi attraggono. Ecco perché siete così preziosi!! Quindi, se siete fatti della stessa materia di cui sono composte le stelle, allora siete composti della stessa materia di cui sono fatti i vostri sogni ed è per questo che non dovete mai e poi mai rinunciare a sognare e a sperare che la vita vi sorrida. Walt Disney diceva che “se puoi sognarlo, puoi farlo” ed aveva  ragione perché anche se nella vita bisogna fare sacrifici per raggiungere e realizzare i propri sogni, sappiate che sono sempre realizzabili. Io ho fatto di tutto per raggiungere questo mio sogno che ho avuto la fortuna di toccare con mano il primo giorno in cui ho visto i vostri occhi desiderosi di apprendere e assetati di ascolto.

Per questo e per molto altro vi devo ringraziare perché, anche nei momenti in cui mi avete fatto disperare, mi avete dimostrato che i sogni non sono solo desideri, ma possono materializzarsi in una meravigliosa realtà!
Chiudo questo lettera con le parole che don Lorenzo Milani rivolse ai suoi alunni: “Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto”. Buona fortuna!
Per sempre il vostro
Prof.RH+
#iopuò #happy2014
 

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