giovedì 5 dicembre 2013

Storie di "Ponti" e dintorni

In questo fine settimana ci apprestiamo a vivere quello che da tutti viene comunemente chiamato "Ponte dell'Immacolata". Ma mentre in tutta Italia é circostanziato all'8 dicembre, nella diocesi di Milano il cosiddetto "ponte" comincia il 7 perché si celebra la ricorrenza del Santo Patrono Ambrogio dal quale deriva anche l'altro nome con la quale è conosciuta la diocesi (ambrosiana) e il suo rito (ambrosiano).
Ma perché sono due feste importanti? Perché si celebrano proprio in questo periodo? Che cosa le accomuna? A queste ed altre domande cercherò di dare risposta in questo articolo, anche se in maniera concisa. Lascio a voi, se vorrete, il compito di approfondire gli spunti che vi darò.
Aiutandoci con Wikipedia, l'enciclopedia più usata da voi studenti, abbiamo una definizione chiara, anche se molto ristretta, della festività dell'Immacolata Concezione. Infatti si legge che "l'Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria, con cui non ha niente a che fare. Il dogma dell'Immacolata Concezione riguarda invece il peccato originale: per la chiesa Cattolica infatti ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente". Da questa definizione abbiamo la risposta a due domande: 1. Che cosa è l'Immacolata Concezione; 2. Perché si celebra proprio l'8 dicembre.
E Ambrogio? Chi era? Cosa ha fatto? Perché possiamo accomunarlo a Maria? Vediamo di scoprirlo!
Ambrogio era membro di una nobile famiglia romana, che possedeva anche terreni in Africa, donati poi alla Chiesa di Milano. Nacque nel 340 a Treviri dove il padre esercitava la professione di prefetto del pretorio. Morto il padre, si trasferì a Roma con la madre, la sorella Marcellina e il fratello Satiro.
Giunto a Milano, fu per alcuni anni magistrato, in tempi di dura lotta fra cattolici e ariani. Delegato alla quiete della città, nella sua funzione di "consolare" si era recato in Chiesa per invitare la folla alla pacificazione, essendo morto il Vescovo Aussenzio. Cattolici e ariani non riuscivano a trovare un accordo per l'elezione del nuovo vescovo della città.
Improvvisamente, secondo la tradizione, si levò la voce di un bambino che invitava ad eleggere Ambrogio. Tutti i contrasti furono subito superati e Ambrogio fu investito dell'episcopato, senza che se lo attendesse, quando era solo catecumeno e non ancora battezzato. Fu battezzato il 30 novembre 374 dal presbitero Simpliciano, che sarà suo successore, e fu consacrato vescovo il 7 dicembre. Ma sentendosi impreparato culturalmente, si diede ad approfondire la Bibbia e la patristica greca sotto la direzione di Simpliciano.
Presto la sua catechesi e la predicazione divennero eccezionalmente intense, a difesa dei derelitti, a condanna dei ricchi avari e a sostegno dei poveri. Riuscì anche a convincere il clero a destinare ai poveri viveri e i beni che appartenevano alla Chiesa e a ottenere la liberazione dei prigionieri di guerra, vendendo calici d'oro della chiesa per pagarne il riscatto. Ma il vigore del suo impegno era in contrasto con il suo aspetto fisico. Egli infatti era di piccola statura e abbastanza gracile. A questo inoltre si deve aggiungere che il suo stile era estremamente austero e senza fronzoli. Coerente, infatti, con quello che diceva nelle sue prediche, Ambrogio digiunava ogni giorno, tranne il sabato, la domenica e nelle feste di precetto.
Per contrastare le prediche di fuoco, di cui erano oggetto i potenti dell'Impero, venne chiamato da Ippona un'illustre intellettuale: Agostino. Però ben presto egli restò talmente colpito dalle sue prediche, cariche di eloquenza e fede, tanto da diventarne assiduo ascoltatore. Ambrogio fu così fondamentale nella conversione di Agostino alla fede cristiana, tanto da citarlo ne "Le Confessioni". Ma Ambrogio fu un vero pastore e si rivolgeva con semplicità al suo gregge, suscitando negli uditori con argomenti carichi di emotività ed interesse, commozione. Amava inoltre, far cantare il suo popolo; alcuni degli inni da lui composti sono ancora oggi in uso nella liturgia ambrosiana.
Morì il 4 aprile 397. Fu sepolto nella basilica, poi detta in suo onore Ambrosiana, accanto ai corpi dei santi martiri Protasio e Gervasio. Ma rispetto a come avviene per molti altri santi, la festa si celebra il 7 dicembre, giorno della sua consacrazione episcopale.
E Maria? Cosa afferma nei suoi scritti? Quale pensiero ha sviluppato?
Di Lei, Ambrogio ha fatto suo tutto ciò che i Padri della Chiesa Orientale sostenevano: la sua verginità, la sua divina ed umana maternità, l'indispensabilità del suo intervento nella storia della salvezza. Nel suo commento al Vangelo di Luca, Ambrogio dice che tra Maria e la Chiesa vi é un rapporto speciale di equivalenza. La Madonna é uno specchio luminosissimo: quando la Chiesa vi si riflette, cambia di aspetto, diventa bellissima come Lei. Così scrive:"Maria é sposata ma vergine, perché essa è il tipo della Chiesa, la quale pure è sposata, ma rimane immacolata. La Chiesa vergine ci ha concepito e vergine ci partorisce senza lamenti. Per questo, Maria, sposata a Giuseppe, viene resa feconda da un altro, lo Spirito Santo, per dimostrare che anche le singole chiese sono fecondate dallo Spirito e dalla grazia, pur essendo unite dalla persona di un sacerdote temporale".
In conclusione possiamo affermare che l'amore di Ambrogio per la Madonna rende queste due festività intimamente connesse; proprio perché il pensiero di Ambrogio proietta lo sguardo del cristiano verso colei che, accettando il messaggio dell'Angelo, ha permesso al "Logos" di entrare nel tempo e nella storia.
Prof. RH

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