giovedì 3 ottobre 2013

Tre parole: lacrime, silenzio e preghiera

Poche parole ma giuste: lacrime, silenzio e preghiera! É l'unica cosa che possiamo fare in questo momento per le anime di questi giusti che sognando un futuro migliore hanno trovato la morte ad aspettarli. Ognuno nel modo che crede più opportuno!
Vergogna! Dice Papa Francesco e ha ragione. Adesso tg, giornali e talkshow ci bombarderanno di servizi, inchieste e milioni di parole. Ma la situazione é la stessa del 2004 ad oggi: 6.500 morti sulle nostre coste, secondo l'agenzia Migrantes, di cui 4.350 dispersi in mare. Quando ho avuto la fortuna di lavorare al Centro di Accoglienza, li ho visti i loro occhi, ho sentito i loro pianti, ho ascoltato i loro racconti, ho curato le loro ferite del corpo e ho ricevuto in cambio i loro sorrisi carichi di riconoscenza!! L'esperienza più importante di tutta la mia vita e che ho la fortuna di raccontare ai miei ragazzi!!
Domani nel giorno della festa di San Francesco d'Assisi, modello di pace e apertura verso il prossimo per molti cristiani e non, chi può visiti un centro di accoglienza e veda con i propri occhi come stanno queste persone. Parli con loro, si faccia raccontare le loro storie, li abbracci fraternamente e torni a casa. Avrà imparato la lezione più importante di tutta la sua vita: la solidarietà!
Ero stanco e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito...parole attuali, quelle di Gesù che tutti, compreso il sottoscritto, molte volte dimentichiamo!
Ma adesso silenzio e preghiamo!

P.S. oggi il mio hashtag #gioia2014 lascia il posto a questo, sicuramente più idoneo: #pray4migrantes

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